Diffondere un nuovo modo di fare sanità grazie all’innovazione tecnologica e alla formazione sul campo per estendere a tutta la popolazione il diritto alla cura in modo più efficiente ed economicamente sostenibile. E’ questo il progetto “EMedMed” di OCCAM (l’Osservatorio per la Comunicazione Culturale e Audiovisiva), agenzia affiliata all’ONU, che punta a sviluppare la telemedicina in tre nazioni nord africane (Tunisia, Marocco, Egitto), e che sarà realizzato, come partner tecnologico, dal Gruppo Dedalus, società di Firenze leader nel software clinico sanitario che opera in 30 paesi del mondo. Il progetto sarà presentato da Giorgio Moretti, presidente di Dedalus, giovedì 9 aprile a New York, presso la sede delle Nazioni Unite nell’ambito della “XV Infopoverty World Conference” che ha come obiettivo la lotta alla povertà tramite l’impiego delle nuove tecnologie dell’Information Technology (ICT). Il tema principale della conferenza, che sarà trasmessa in diretta web tv ai rappresentanti di oltre 100 paesi principalmente in via di sviluppo, sarà proprio la “Sanità Globale”, che parte dall’ambiente e, attraverso la sicurezza alimentare, arriva fino alle moderne applicazioni sanitarie che fanno largo uso delle nuove tecnologie. Il progetto “eMedMed” punta allo sviluppo della telemedicina basata su un’importante e innovativa soluzione software sviluppata da Dedalus, la “piattaforma di interoperabilità” che gestisce lo scambio di notizie sanitarie tra i diversi sistemi informativi, amministrativi e clinici. In più il compito di Dedalus sarà quello di assistere le strutture sanitarie locali e di fornire tecnologia e servizi tecnologici di ausilio al personale amministrativo e a quello medico-scientifico per farli operare in piena autonomia. Accanto alla parte tecnologica il progetto infatti si basa anche su un servizio di formazione e assistenza di figure mediche e paramediche di ciascun Paese. I Paesi interessati utilizzeranno la telemedicina in tre settori: in Tunisia, per la specializzazione in pneumologia; in Egitto, per la ginecologia ed in Marocco, per il diabete. La fase di formazione, sperimentazione e verifiche sul campo avranno una durata compresa tra 24 e 36 mesi a seguito dei quali ogni organizzazione sanitaria locale sarà in grado di diffondere pratica e tecnologia nel proprio territorio. Il progetto per il momento avrà carattere sperimentale ed un valore di circa 4 milioni di Euro ma l’obiettivo di OCCAM è quello di estenderlo ad altri Paesi in via di sviluppo.